Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia è una regione di confine che subisce l'influenza del Mediterraneo e della Mitteleuropa. Terra di grandi contrasti e di bellissime città, come Udine, Trieste e Gorizia offre anche centinaia di piccoli paesi e borghi caratteristici.
... Maggiori Dettagli Trieste, il capoluogo, affacciata sul mare e spesso sferzata dalla Bora, offre all’ammirazione dei visitatori Piazza Unità d’Italia, la più grande e imponente piazza aperta sul mare di tutta Europa e il Caffè degli Specchi, uno dei tanti caffè storici della città, dove un tempo si incontravano intellettuali di tutto il mondo e dove si respira un’aria di cultura austroungarica.

In città, d’estate, i triestini se non sono a Grado e Lignano o a Barcola “vanno al bagno” così come nelle altre città si va a bere un aperitivo. Il rito quotidiano viene seguito al centralissimo molo Bandiera dove si trova il bagno Lanterna, noto come El Pedocin, unico stabilimento in Europa ad essere ancora diviso per uomini e donne. A pochi chilometri va visitato il Castello di Duino, storica dimora dei Principi von Thurm und Taxis, incastonato su un carsico sperone roccioso a precipizio sul mare, con una strabiliante veduta del golfo di Trieste.

In Friuli non mancano certo piccole perle nate dall’incrocio di culture e popoli diversi come Cividale, antica capitale longobarda, inserita dal 2011 tra i Patrimoni dell’Umanità o come Palmanova che, vista dall’alto, con le mura perfette a formare una stella a nove punte, e all’interno una più piccola, con le vie che convergono simmetriche verso piazza Grande, è unica nel suo genere, un capolavoro di architettura militare che nemmeno Napoleone, dopo averla espugnata volle danneggiare.

A Pordenone, invece, arte e cultura la fanno da protagonisti tutto l’anno facendo passare in secondo piano i suoi semplici sapori in cucina e i grandi vini. Pochi poi sanno che Aquileia, fondata nel 181 a.C. era diventata in breve la quarta città più importante dell’impero romano (come testimoniano ancora adesso alcuni ruderi).

Udine è la città del Tiepolo (chi ama l’arte deve perdersi davanti ai suoi affreschi al palazzo Arcivescovile) e del rito del tajut, un giro di vino, con un bicchiere di bianco friulano e un salume al grissino. A Gorizia, invece, da sempre si incrociano le storie personali di friulani, austriaci e sloveni per confluire in una storia più grande, fatta di memorie e apertura al mondo. Classica la visita del Castello, il suo monumento più famoso, che sorge sul punto più alto di un ripido colle per poi esplorare la città alla ricerca degli angoli più nascosti e suggestivi.

Chi ama la vacanza in movimento trova qui di che sfiziarsi: a piedi, in bicicletta, a cavallo o in deltaplano l’importante è muoversi in mezzo a una natura incontaminata o sulle tracce della prima guerra mondiale, unica area dove le trincee sono state restaurate. E d’inverno si può ascoltare il silenzio autentico della montagna, sciando in pista ma lontani dalla folla senza dimenticare ciaspole, nordic walking, snowboard e sleddog, attività aiutate dal fatto che in Friuli le montagne coprono il 43% del territorio. Tanto, una volta finito lo sport si mettono le gambe sotto al tavolo e si mangia alla grande come in pochi altri posti in Italia: qui vengono prodotti ogni anno 3,5 milioni di prosciutti di San Daniele che per bontà compete con quello di Sauris e di Cormòns. Piatti tipici della regione da provare assolutamente sono il salame all’aglio, il muset, cotechino speziato, il cotto di Trieste, servito con il kren, una salsa preparata da un estratto di radice del rafano che ha un sapore dolce, leggermente piccante e soprattutto fortemente aromatico e balsamico.

Tra le tante eccellenze culinarie della regione, oltre all’olio Tergeste, ci sono i formaggi, in particolare il Tabor e lo Jamar, stagionato per diversi mesi dentro le caratteristiche grotte carsiche profonde anche centinaia di metri. Al Montasio spetta un posto di primo piano. Originario della Carnia, viene prodotto in tutta la regione, con diversi livelli di stagionatura. Sempre dalle Valli della Carnia proviene il Cuc, comunemente chiamato Carnia, stagionato con un particolare e frequente sfregamento della crosta con un panno imbevuto di olio.

In Friuli esistono innumerevoli presidi, ognuno caratterizzato dalla presenza di un prodotto specifico. L’aglio della Val di Resia ha una particolare dolcezza e aromaticità, coltivato senza utilizzo di antiparassitari e raccolto alla fine di luglio. Nelle Alpi carniche, sopra i mille metri, cresce un ortaggio spontaneo, la Cicerbita alpina, una sorta di radicchio selvatico comunemente chiamato radìc. Nelle vallate del Carnia si produce anche il “forma di frant”, un formaggio dalla tradizione antichissima, emblema della cultura contadina, realizzato con le forme “difettose” di malga. Della zona di Gemona è originario il pan di sorc, una pagnotta dalla crosta scura e fragrante e dal forte aroma di polenta. Secondo la tradizione si consumava sia dolce sia salato, con salumi o inzuppato nel latte. La pasticceria locale porta in tavola le favette, palline colorate a base di mandorle tritate, miele, uova, farina di riso, cannella e scorza di limone, il Presnitz, una pasta sfoglia ripiena di pinoli, noci, frutta candita, mandorle, uvetta sultanina Evrum, e la Potiza o putizza, tipico dolce festivo realizzato più o meno con lo stesso ripieno del Presnitz ma avvolto in un ricco impasto lievitato.

Infine, i vini, settore in cui il Friuli eccelle: il Collio vuol dire grandi vini bianchi. Quest’area  compresa tra il fiume Judrio e l’Isonzo rappresenta una delle zone vitivinicole italiane “bianchiste” per antonomasia, nelle espressioni del sauvignon, del friulano o del pinot bianco.

 

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